MOTIVAZIONI:

Il Nido rappresenta l’esperienza di passaggio dalla casa al mondo sociale, dagli attaccamenti primari (la famiglia) a quelli secondari (la società, altri adulti e coetanei…). “E’ come il filo che collega la mano al palloncino: stretto e vincolato alla presa terrena, ma già proiettato nelle innumerevoli direzioni del cielo.” (Dolto)

L’inserimento al nido rappresenta, quindi, “un rito di margine, un ponte, un termine di mediazione che attraverso la ritualizzazione agevola il passaggio da una situazione nota ad una nuova.” “Da un lato l’inserimento del bambino fa riferimento ad un insieme di strategie che favoriscono un ambientamento ed un adattamento positivo del bambino e della madre alla nuova situazione, modulando stili di rapporto interpersonale con l’educatrice per creare un clima di familiarità. Dall’altro, l’inserimento rappresenta un processo emotivo-psicologico che deve consentire il passaggio dalla relazione madre-bambino ad uno spazio comunicativo più allargato, dove agiscono interlocutori diversi: bambini, altri adulti, che con modi diversi, assecondano il processo di separazione tra madre e bambino, allargando la dimensione relazionale e influendo su questo momento di transizione mantenendo, però, una continuità ed una connessione con l’esperienza precedente maturata nell’ambiente di vita familiare”.

Al Nido viene quindi riproposto un ambiente materno “che odora di mamma” da un’educatrice che accetta di farsi scegliere come punto di riferimento e che, progressivamente e con i tempi diversificati da bambino a bambino, apre la relazione ad un gruppo di educatrici che si offrono di ascoltarlo e sostenerlo nell’esperienza che sta vivendo.

 “L’ambientamento e’ un’esperienza particolarmente significativa che vede sulla scena molti protagonisti: i bambini, la famiglia, le educatrici, il contesto…Ognuno è coinvolto attivamente in ogni fase di questo periodo, fasi che prevedono tempi e gesti “su misura” per ciascun protagonista.

Non è infatti facile per il bambino separarsi dal proprio ambiente familiare, sperimentare contatti con persone sconosciute in spazi e ambienti nuovi, condividere le cure e le attenzioni di figure adulte con altri bambini.  Senza dimenticare l’ambientamento parallelo dei genitori, messi alla prova da emozioni e sentimenti forti, ambigui conseguenti alla separazione dal proprio figlio.

Gli educatori, inoltre, affrontano un’esperienza che non è mai ripetitiva di situazioni precedenti, in quanto diverso è il bambino, diversi i genitori, diversa la comunicazione e la relazione interpersonale che ne consegue. Fondamentale  è la consapevolezza della “fatica emotiva” che ciascun protagonista sulla scena sta affrontando e garantire tempo ad ognuna delle parti: tempo che permetterà di avvicinarsi, conoscersi, separarsi, ricongiungersi da iniziali approcci che assumeranno nel tempo aspetti significativi”.

Con questo progetto si vuole dare valore all’ambientamento come ad un momento “pensato” che risponda alle esigenze del bambino, lasciandogli il tempo di mettere dentro di sé la nuova esperienza

Gradualità ambientamento:  1° settimana

Martedì  Ore10/11 Mercoledì Ore 9.30/10.30 Giovedì Ore 9/12 Venerdì Ore 9/12
Osservazione dello spazio, prima conoscenza reciproca, libera esplorazione Primo approccio alle routines (spuntino  e cure del corpo) insieme alla mamma Si introduce anche la routine del pranzo vissuta insieme alla mamma Non e’ prevista l’introduzione di altre nuove routine per questa giornata
Mamma e bambino sempre insieme Mamma e bambino sempre insieme La mamma esce dalla stanza per circa mezz’ora motivando l’uscita La mamma esce dalla stanza per circa un’ora e ritorna per il pranzo

Gradualità ambientamento: 2° settimana

Lunedì dalle 9 al risveglio Martedì  Ore 9/14 Mercoledì Ore 9/14.30 Giovedì Ore 9/15 Venerdì Ore 9/15
Routines dello spuntino e del cambio con l’ed. pranzo e sonno con la mamma Il bambino trascorre  tutta la giornata con l’ed. Il bambino trascorre  tutta la giornata con l’ed. Il bambino trascorre  tutta la giornata con l’ed. Il bambino trascorre  tutta la giornata con l’ed.
La mamma accompagna il figlio e ritorna per il pranzo.  Poi addormenta il suo bimbo La mamma lo accompagna e ritorna alle 13 aspettandolo fino al risveglio La mamma lo accompagna e ritorna alle 13.30 aspettandolo fino al risveglio La mamma lo accompagna e ritorna alle 15 aspettandolo dopo che ha fatto merenda La mamma lo accompagna e ritorna alle 15 aspettandolo dopo che ha fatto merenda.
PERSONE COINVOLTE: TEMPI: SPAZI:
–  I bambini dei gruppi  Le Coccole,     I Sorrisi,   Gli Abbracci ,   Gli Intrecci Le esperienze verranno vissute durante i mesi di settembre, ottobre novembre e dicembre –  L’ingresso
-I genitori –  Il bagno
–  Le educatrici di riferimento –  Il corridoio
L’educatrice di supporto –  Le stanze di riferimento

II^ Unità di ricerca:  “I MIEI PRIMI GIORNI AL NIDO”

ESPERIENZE:

–  Esploro e scopro l’ambiente del Nido accompagnato da mamma o papà

–  Manipolo e scopro gli oggetti ed i giochi predisposti

– Sperimento con mamma o papà gli ambienti e le situazioni relative alle routines del cambio, del pasto e del sonno

–  Faccio conoscenza con altri bambini della mia età con i quali condividerò momenti di gioco ed attività

RISULTATI ATTESI:

–  Esplorare e scoprire l’ambiente del Nido

–  Scoprire e manipolare oggetti e giochi

–  Sperimentare i momenti di routines

II^ Unità  di ricerca:   “SCOPRO AL NIDO LO SPAZIO  PENSATO PER ME”

ESPERIENZE:

–  Trovo la mia foto sull’armadietto posto all’ingresso

–  In bagno trovo una scatolina per il mio cambio contrassegnata da una foto

–  In cameretta il mio lettino è contrassegnato da una mia foto

–  Nella mia stanza di riferimento porto una scatolina personalizzata, riconoscibile dalla mia foto, che considero un rifugio sicuro per gli oggetti che vorrò portare da casa (rappresentano un legame con la famiglia e sono quindi carichi di sentimenti e significati)

–  Nella mia stanza c’è un angolo dedicato ai compleanni: il mio è contrassegnato dalla  foto del mio bel visino

–  Nella mia stanza trovo un piccolo album con le foto, portate da casa, della mia famiglia, dei miei giochi, di luoghi e persone a me cari

– Sulla porta della mia stanza trovo le foto del gruppo di appartenenza

RISULTATI ATTESI:

–  Riconoscere i propri spazi personali pensati e preparati dalle educatrici

–  Scoprire che le foto della famiglia, raccolte in piccoli album, sono una presenza rassicurante

III^ Unità di ricerca:   “LE ROUTINES”

ESPERIENZE:

  • Insieme alla mia mamma mi avvicino al momento delle cure del corpo che richiama un contatto intimo e speciale tra me e l’adulto; rappresenta uno stimolo in riferimento agli ambiti cognitivo e sociali; vengono favorite conoscenze, competenze e processi di autonomia
  • Vivo il rito del pasto, inizialmente assieme alla mia mamma, come momento relazionale privilegiato con l’educatrice; come occasione per conoscere attraverso esperienze percettive (gusto, olfatto, tatto, vista); come stimolo a progressive autonomie; come occasione per manipolare e condividere il piacere di mangiare
  • Mi addormento tra le braccia della mia mamma secondo i miei rituali e con oggetti portati da casa che mi accompagnano in questo delicato momento
  • Al risveglio trovo ad aspettarmi la mia mamma e una dolce merenda che condividerò con lei

RISULTATI ATTESI

  • Favorire la relazione e l’attaccamento verso l’educatrice attraverso i momenti di routines mediati dalla presenza del genitore che infonde sicurezza nel bambino
  • Vivere serenamente i momenti legati alle routines aiutano il bambino ad elaborare i primi concetti spazio-temporali

IV^ Unità di ricerca “MAMMA E PAPA’ VANNO A PRENDERE IL LATTE E IL PANE PER ME”   

ESPERIENZE:

–  Esploro lo spazio-ambiente accompagnato dall’educatrice di riferimento

–  Con l’educatrice faccio attività di esplorazione e scoperta attraverso la mediazione di oggetti

–  Scopriamo e ritroviamo oggetti (gioco del cù-cù)

–  Lanciamo e riceviamo la palla

–  Giochiamo con le macchinine e facciamole scendere dallo scivolo

–  Uniamo e separiamo le costruzioni

–  Raggruppiamo e dividiamo (le famiglie degli animali…)

–  Componiamo e scomponiamo (collane, puzzle…)

–  Ascoltiamo, cantiamo e mimiamo alcune canzoncine e filastrocche

– Giochiamo a nascondino dagli oblò della macrostruttura

RISULTATI ATTESI:

–  Conoscere gli spazi del Nido

–  Scoprire e manipolare oggetti per aiutare il bambino ad elaborare la separazione dal genitore

MATERIALI:

Costruzioni, palle di diverse dimensioni e colori, collane ad incastro, torri da impilare, famiglie di animali, macchinine, album di foto personali, puzzle, trottole

RUOLO DELL’EDUCATRICE:

–  Lascia libero il bambino di fare giochi di scoperta, ma con la sicurezza di essere in ogni momento visto, sentito, accolto

–  Predispone i contesti di gioco e gli spazi

–  E’ una presenza partecipata e stimolante

–  Osserva attentamente

–  Verbalizza le azioni, le sensazioni, le emozioni

–  Instaura un rapporto privilegiato con ogni bambino pur mantenendo il contatto con il gruppo

–  Sostiene la relazione con il genitore accogliendone le emozioni e gli stati d’animo che vive in questa delicata fase

DOCUMENTAZIONE:

–  Le fotografie

–  Il “Quaderno del Bambino”

–  Il diario giornaliero di sezione

– Anna Lia Galardini,Crescere al nido,Carocci editore,Roma,2003

– AA.VV. Entrare al nido a piccoli passi,Edizioni Junior, Azzano San Paolo (BG),2001

– Elinor Goldschmied, Sonia Jackson, Persone da zero a tre anni, Edizioni Junior, Azzano San Paolo (BG), 1996